martedì 8 luglio 2014

Charleston

(Atlanta 28 giugno 2014) 
Io "Amore, il 4 luglio è festa, potremmo andare da qualche parte...!"
E "certo! Andiamo a New York almeno abbiamo qualche gg per girare la città"
Io "ma... Hai visto i prezzi dei voli?" 
E "beh dai 1200 $ il volo e altrettanti l'hotel"
Io " certo! I miei amici prenotano dall'Italia a 600€ Il volo e poi non so l'hotel..."
E "e allora dove vuoi andare?"
Io "boh. L'America è grande, con poco tempo per pensare forse è meglio se andiamo in un'altro periodo a NYC e questo weekend andiamo o al mare o in montagna, in auto...! Ma sicuramente gli hotel costeranno un botto, vista la festività" 
E "eh si..."
Io "andiamo a Savannah che ne parlano così bene..!"
E "andiamo a Charleston, stessa distanza che andare a Savannah, stesso oceano, ma altro stato! 


Ahahaha!
Ecco come decidiamo le vacanze!

(4 luglio 2014)
Siamo a Charleston e devo dire che sono rimasta positivamente colpita da questa cittadina. Graziosa, ma dove girano un sacco di fighetti. A parte questo piccolo particolare, c'è il College che è rinomato e quindi la città "ringiovanisce"

La gente per strada ha una media dei 40 anni ed il peso corporeo medio è di 80 kg... Cosa strana se pensate ad uno dei miei primi post dove raccontavo quanto fosse obesa la gente.



Abbiamo girato per lo più in centro, dov'è rimasto più autentico e con molte case ancora in mattone. 




Il resto della città era stato bruciato durante la guerra civile nella seconda parte del XIX secolo. 



Le case sono in stile coloniale. Ma ritroviamo anche stili europei (francese, inglese etc) Insomma ogni angolo ti da una sensazione diversa. 



L'unica pecca: la temperatura! Al nostro arrivo, il termometro dell'auto segnava 108 F che sono 42 gradi centigradi!

Infatti nelle ore pomeridiane sembra di essere in una città semi deserta, con qualche giovincello che va in giro in bicicletta ed una coppia di europei che, con il passeggino, girano la città entrando nei negozi per rinfrescarsi.





La piccola L si è divertita un sacco al museo dei bambini e al mare dove abbiamo passato l'ultima mattinata.


Alla prossima!!!!





lunedì 23 giugno 2014

Bureaucracy on costs of kids

Mia figlia L ha quasi 19 mesi, e' nata in Olanda, dove dal secondo mese di vita, come tutti i bimbi nati nei paesi sviluppati, ha dovuto affrontare i primi vaccini.

In Olanda i vaccini vengono effettuati al 2o 3o 4o 11o e 14o mese poi ai 4 anni.
In America gli stessi vaccini vengono effettuati al 2o 4o 6o 12o 15o mese e poi ai 2 anni.

E qui uno può dire, "quindi?"

Quindi e' un bel casino!
Visto che in Olanda sono più precoci nel vaccinare i bambini, le date non possono essere registrate nel sistema medico governativo americano e per questo stupidissimo piccolissimo futile particolare L deve fare un vaccino in più. Non e' una vergogna?

Ditemi voi che senso ha dover vaccinare una bimba di 19 mesi solo perché le date non rispecchiano i canoni americani. Mia figlia non era in america in quel periodo! Eppure ha avuto lo stesso numero di vaccinazioni come tutti gli americani.

Ma se il problema fosse solo questo uno direbbe, vabeh non la vaccino!
E invece no! Se non la vaccino non può andare all'asilo perché e' a rischio.  A rischio da cosa? Che il computer della Fulton County dice che non ha fatto i vaccini nei tempi prestabiliti?

Sono davvero imbestialita.
Il tutto e' venuto fuori, ovviamente, a mezzogiorno di oggi quando l'asilo mi ha chiamata dicendomi che mia figlia non era in regola e che quindi dovevo andare a prenderla e tornare con il documento aggiornato.
Il documento a cui si riferiscono e' il documento emesso dal famoso super computer.

Cerco di capire quale sia il motivo per il quale, nel pieno del mio orario lavorativo, sia così' urgente andare a prendere mia figlia visto che sta bene.
"Il rischio e' che la bimba può essere affetta da malattie a cui non e' stata vaccinata!"

Chiamo la pediatra e lei mi assicura che Lisa e' in regola con i vaccini e mi spiega che e' un problema nel sistema e che per questo motivo deve subire lo stesso vaccino una volta in più' del normale.

E poi ci lamentiamo in Italia.....!

Tutto il mondo e' paese! Ve lo garantisco!

domenica 15 giugno 2014

We are all Italian!

Stasera non me la sentivo di cucinare così abbiamo deciso di andare a mangiarci una pizza. Non conoscendo il posto personalmente, abbiamo telefonato per prenotare. Non accettano prenotazioni se non per gruppi di almeno 6 persone.  Siamo quindi saliti in macchina e ci siamo recati di persona sperando ci fosse un tavolo per noi tre. 
Ed il tavolo, c'era! 

Io ho ordinato la pizza "the italian" E ha preso gli "spaghetti alle scaloppine" (ed io mi son chiesta subito cosa fossero!) e per la piccola L abbiamo odinato dei ravioli.

La pizza non era per niente male! Non la solita americanata tutta olio, no, era proprio buona e delicata, forse solo l'impasto era un pò alto. Gli spaghetti erano davvero spaghetti con la carne e i funghi tutto nello stesso piatto... Direi che era più stile olandese che italiano. I ravioli erano 3 ravioloni di formaggio in salsa di pomodoro, che peró L non ha mangiato in quanto si è innamorata del panfocaccia e non c'è stato verso di darle altro. 

Arrivati al dessert, abbiamo chiesto il classico tiramisù che però non avevano più, così abbiamo puntato alla bizzarra altermativa della "cheese cake italian style" ( ed anche qui ci siam chiesti cosa intendessero: la cheese cake è americana!)
Davvero buona! Una cheesecacke di ricotta e limone. Anche L ha apprezzato!

Arrivati al conto ho chiesto al cameriere se, per curiosità, c'era qualcuno italiano nello staff del ristorante e lui, in inglese mi ha risposto "we are all italian here!" Come fosse scontata la cosa. Allora io gli ho risposto in italiano "molto bene! Almeno possiamo farci una chiacchierata!", il cameriere, cambiando colore in viso: "but I don't speak italian, my brother can figure out something and maybe the owner does a little but we do not practice!" 

Ahaha! We do not practice... Va bene! E che italiani siete se non sapete parlare italiano?

Alla prossima!!!

sabato 26 aprile 2014

Tornata in Olanda qualche giorno e....

Che strana la sensazione al ritorno per qualche giorno in Olanda.


Mentre ero in America non vedevo l'ora di tornare in Olanda ed ora che son qui mi accorgo di alcune, sconfortanti  differenze.

La gente è meno solidale: ad Atlanta se la gente ti incontra per strada e ti saluta senza conoscerti, qui ti ignora. Stavo passando col passeggino su un marciapiedi dove due ragazzine stavano giocando con una corda, mi hanno vista arrivare e mica si sono spostate.... No! Hanno pure riso quando sono scesa e risalita dal marciapiedi. Le avrei prese per i capelli!

Al supermercato non esiste la chiacchiera con la cassiera: anzi non ti guarda nemmeno in faccia. E non sa neanche se la roba è la tua o del cliente precedente/successivo.

Ci sono molti meno prodotti: a parte le dimensioni dei supermercati americani, che come anticipato in un post precedente, sono più grandi di un ipermercato medio in italia; la scelta dei prodotti, in Olanda, è più concentrata sui prodotti col marchio del supermercato stesso. Quindi la scelta è limitata, quasi obbligata.
Ma facendo la spesa e comprando la stessa quantità di prodotti e della stessa qualità, in Olanda spendi molto meno!

Il giardino all'asilo: Passavo davanti ad un asilo e mi son resa conto di quanto piccolo fosse il giardinetto dove far giocare i bimbi. Certo, c'è anche da dire che ad Atlanta la % di giorni di sole e temperature tra i 20 e i 26 gradi in un anno è più alta che in Olanda e quindi c'è più possibilità di far giocare i bimbi all'esterno. Per non parlare poi dello spazio a disposizione.

Mi mancano i districts americani! Strano ma vero... Camminando per Aalsmeer, dove abitano i miei suoceri -che è bene o male una cittadina dormitorio con un bel centro- ho avuto la sensazione di essermi "persa", che mi mancasse qualcosa  e che tutto fosse così disordinato. Ma se ci penso bene non so nemmeno che cosa mi manchi di preciso..!

Che case piccole e quanti mobili: certo non posso lamentarmi della dimensione della casa che abbiamo affittato in America, ma qui le case sono davvero piccole e per la gran parte piene di oggetti. È vero che la cultura italiana è conservativa, la cultura olandese è basata sul riciclo e la cultura americana è il copiare più in grande, ma grazie allo spazio, le case vengono costruite di modo che la gente non abbia bisogno di acquistare troppi armadi o mobili perchè sono già incorporati!

I parcheggi gratuiti sono davvero pochi e non si trova posto: ad Atlanta ovunque vai trovi parcheggio e se proprio scegli una domenica pomeriggio per andare in un centro commerciale, il posto anche camminando lo trovi e non paghi. In Olanda, e sono certa che in Italia non sia cambiato molto, non ci sono speranze se non a pagamento anche perchè sono gli unici posti disponibili. Certo, in centro ad Atlanta si paga una media di 2$ all'ora, ma siamo quindi in città! In centro ad Amsterdam si paga ben 5€ all'ora!
Parlando dei parcheggi a pagamento ogni parcheggio ha la sua macchinetta dove metter soldi e posteggiare per un paio d'ore. In Olanda c'è un parcometro in ogni via dove paghi e poi devi esibire il biglietto mettendolo sul cruscotto... In italia o trovi il tizio che ti da i gratta e sosta o cammini 3 km per trovare un tabaccaio aperto che li venda di domenica (magari torni alla macchina e hai già la multa!)

Al ristorante non c'è la chiacchiera col cameriere: ma non c'è nemmeno la pretesa della mancia.

Sport: ad Atlanta ci sono fitness centers in ogni angolo e la gente è obesa, in Olanda ci sono meno fitness centers, ma la gente va a correre volentieri e li vedi nei parchi anche la mattina presto. O in giro in bicicletta. Ad Atlanta le persone che vanno a correre sono meno e se lo fanno, non ho ancora capito dove vadano.



Sarà che ormai è il secondo grande trasloco della mia vita dove ormai né in Olanda né in Italia ho più la cosiddetta sensazione di "casa". Ma ora anche l'Olanda mi sta "stretta"...
Aiuto!





martedì 1 aprile 2014

Nashville

Musica musica musia... Nashville è la città regina della musica Country, dove la gran parte degli artisti hanno fatto carriera, dove peró la gente ora sembra o povera e senza tetto... O super ricca con case da urlo. Ma l'America è
 questo.


Siamo stati 3 giorni in questa città Country che ci ha aperto gli occhi e le orecchie su quant'è bello ascoltare musica dal vivo.

Già Amsterdam, a confronto con Milano, offre un'ampia scelta di bar e pub con musica dal vivo, ma quello che abbiamo visto a Nashville è molto meglio! In tutti i bar, ristoranti etc suonavano dal vivo a tutte le ore! Si! Troppo coinvolgente! Ed ogni locale era quasi pieno di gente anche di venerdi a mezzogiorno e nel pomeriggio. Persino la piccola L, che ama la musica, si godeva lo spettacolo ballando a ritmo di musica. 
Per non parlare del museo di Johnny Cash... dove ha insistito che il nonno le desse le cuffie per ascoltarsi la musica 

A proposito di musei non aspettatevi delle collezioni immense ma ci si può divertire guardando dei cortometraggi degli anni 50 dove anche i cowboys suonavano e facevano spettacolo col lazo.

Musica musica musica... E pareti piene di dischi, vetrine con abiti di cantanti famosi che a guardarli uno penserebbe, "ma come facevano a metter su quella roba tutta ricamata?". 
È decisamente interessante rivivere ciò che i film mostrano del passato nel presente dietro ad una storia raccontata su un muro o dietro ad una vetrina.


Che differenza col giorno d'oggi dove gli artisti vendono canzoni su internet, digitalmente registrate e modificate per renderle più interessati o che comunque cambino persino la voce. A quei tempi c'erano musicisti unici che passavano giorni negli studi di registrazione e che facevano carriera localmete o internazionalmete ed è capitato piú volte, putroppo, che alcuni andassero alla deriva o perdessero la vita in un incidente aereo. 
Gli artisti di un tempo rimangono comunque scolpiti e scritti su quei muri o nelle memorie della gente. I loro "samples" vengono utilizzati per nuove canzoni, remixate alla grande ed i govani d'oggi pensano che le nuove canzoni siano pezzi autentici...
Chi di voi non conosce Jerry Lee Luis o Elvis Prisley o Johnny Cash?



Avremmo voluto visitare gli studi della RCA ma ovviamente non siamo stati fortunati perchè fanno solo visite combinate con il museo Hall of Fame dove peró non ci dissero nulla all'acquisto dei biglietti ghrrr!!!!



Vaben siamo andati a vedere la copia del Parthenon greco (sti americani son bravi a copiare!)







sabato 15 marzo 2014

Rendiamoci conto (1)



Continuo a voler postare un paio di foto che rappresentano alcune stranezze degli americani.

A voi i commenti.
Foto (1)
(Tra il tombino e la base ci sono almeno 40 cm)

Foto (2)
Una coca piccola


Foto (3) 
Un frigorifero

Foto (4)
Tunnel anti tornado sotto la città di Bartlesville


Foto (5)
Mah.. Se lo dice lui!


Foto (6)
Si nuota leggeri..

Foto (7)
O si nuota leggendo

Foto (8)
Cupcakes senza coloranti (...?...)

Foto (9)
Pick up lane anche all'asilo


Foto (10)
Ristorante italiano.. Figo Pasta

Ahahaha!
Alla prossima!!

lunedì 10 marzo 2014

Shopping!

Come si sa le donne vanno matte per lo shopping, ma non neghiamo che anche gli uomini, nel loro piccolo (televisione 200 pollici o stereo superfigo etc) non scherzano!

Abbiamo cominciato a fare qualche conoscenza nella zona, colleghi, genitori dei bambini, amici di colleghi che vogliono tutte le informazioni sull'Italia in quanto a breve ci vanno in vacanza etc.

Ed abbiamo scoperto che qui, non sanno cucinare. Non ho ancora incontrato una persona che sappia fare un risotto o un piatto di pasta con sugo fatto in casa o un dolce fatto in casa. Boh forse saro' avanti io, ma la maggiorparte dei miei amici e conoscenti sanno farsi un qualcosa di semplice. Qui no, comprano piatti pronti surgelati! Oddio!

Ma la cosa piu' buffa e' che tutti sono super accaniti nello shopping. E come? Esistono siti web dove puoi scaricarti buoni sconto per acquisti nei centro commerciali o supermercati e ti vedi la gente andare in giro con delle mazzette di buoni sconto. Inoltre tutta la merce acquistata ( se non ho capito male) e' scaricabile dalle tasse :D ora si scopre l'inghippo!
I beni di lusso, tipo televisori, stereo, consoles etc costano meno che in Olanda/Italia, poi ci sono gli sconti (accumulabili!!) ed oltretutto si possono scaricare dalla dichiarazione dei redditi.

Andando in giro abbiamo scoperto che ci sono tanti negozi di seconda mano, alcuni generali, altri specializzati. Noi siamo andati in un negozio per giochi per bambini ed abbiamo trovato tantissimo e speso pochissimo.

Poi, quando non ti serve piu' lo doni e un'altro genitore lo compra :). Ovviamente anche le donazioni sono da registrare nella dichiarazione dei redditi (ma non so ancora esattamente cosa succeda poi)

Un'ultimo indizio... ci sono delle counties (che e' un'area composta da piu' comuni di piccole dimensioni) che hanno l"IVA piu' bassa dell'1 o addirittura 2 % ed anche li' la gente ci va piu' volentieri.

Voi, come e dove fate shopping???