martedì 26 maggio 2015

Vegas, LA and San Diego

Riuscire a descrivere Las Vegas é complicato, soprattutto se pensate che ci siamo stati solo un girno e con la piccola L. 
Devo essere sincera, non ne sono stata affascianata. Sembra di girare in una specie di Mini Europa.  Se non sei mai stato a Las Vegas ti puoi immaginare una cittá "fake" che copia un sacco di costruzioni e palazzi famosi d'Europa.



Tutto é servizi: casinò ovunque, limousines che girano per la cittá, alberghi, ristoranti e luoghi di spettacolo e divertimento in ogni angolo. Credo che se fossimo stati in due forse avremmo potuto divertirci. Ma capisco bene che i singles se la spassino! 

Abbiamo passato solo una notte a Vegas e siamo stati all' hotel Bellagio. hotel immenso, dove, per poter andare alla stanza dovevi attraversare il casinò. 
Molto elegante e con qualsiasi tipo di servizio immaginabile. Persino la zona fitness era completa di tutto! 



All'esterno sorge il laghetto con la famosa fontana che raccoglie gente ogni mezz'ora, 24 ore su 24, per lo spettacolo di musica e colori.

In un centro commerciale c'era l'imitazione di case greche ed il soffitto era una replica di un cielo aperto. Spettacolare al punto che E non aveva realizzato che il cielo fosse finto.



Per la piccola L é stato un po' una tortura, non abbiamo trovato molte infrastrutture per bimbi. per fortuna il giorno dopo ci siamo avviati verso Los Angeles


A Los Angeles siamo stati davvero fortunati, ho reincontrato un carissimo collega che lavorava con me al Crowne Plaza e che ci ha ospitato in una delle Suites dell'Intercontinental a Beverly Hills. Hotel magnifico, oltretutto in una zona rinomata della cittá. 
Beverly Hills é una zona tranquilla e pulita con villettine che a guardarle diresti che sono molto carine e se guardi nel sito delle case in vendita della zona, gli zeri sono almeno sei prima della virgola!
A Los Angeles si mangia bene, ma c'é troppo traffico. 

Per riuscire a far fare il pisolino pomeridiano alla piccola L abbiamo deciso di fare la Mulholland drive, strada panoramica e famosa anche grazie al film omonimo.

Abbiamo passato una giornata a Santa Monica, centro carino e pedonale con musica per strada, negozi e ristoranti per ogni gusto.

Non siamo stati in spiaggia, faceva troppo freddo.

Passati due giorni a Los Angeles, carina, ma non eccezionale, ci siamo diretti a San Diego.

A San Diego abbiamo dormito in un hotel a La Jolla, paese delizioso sul mare che ha tantissimi ristorantini e dove si possono vedere le balene e le foche.

Sand Diego é una cittá piena di risorse e cose da vedere. Quattro giorni non ci sono bastati per visitarla. 
Lo zoo é un'opera d'arte. bellissimo! É evidente che gli animali sono felici nonostante la cattivitá. lo zoo é molto grande e ripropone, nel limite del possibile, l'habitat originale degli animali. 
C'erano i bradipi!!! Non sapevo che fossero così grandi...



L'unico che, secondo me, non ne aveva la meglio era l'orso polare. Tutti gli altri animali avevano i piccoli che é quindi segno di benestare.




Il parco Balboa é un parco immenso tenuto molto bene. ci sono palazzi antichi, teatri, la zona spagnola, e molte attrazioni per i piú piccini. in due giorni non siamo riusciti a girarlo tutto.



La cittá in sé è molto graziosa e la gente é molto rilassata, sembrano tutti in vacanza anche solo a prendere un caffé sono tutti tranquilli in coda.

La temperatura é fantastica se si pensa che non cambia durante l'anno

Old Town é la zona di ristoranti che ci é piaciuta di piú. una strada unica di soli ristoranti e negozietti con un centro stile messicano. molto accogliente.


Per non parlare del parco nazionale Torrey Pines. Uno spettacolo!



Il mare e le spiagge sono molto accoglienti per non parlare della quantità di deliziosi ristoranti! 

Che dire? San Diego!!!

Chicago Sun Times

Anni fa ero appassionata di una serie televisiva che guardavo ogni pomeriggio con mia nonna. Facevamo sempre il tifo per Gary Hobson che si avventurava a salvare le vite della gente perchė riceveva il giornale del giorno dopo. Ultime dal cielo. A parte alcune storie noiose ero molto interessata alla storia di background: come facesse un gatto rosso a portare ogni mattina all'alba, l'edizione del giornale Chicago Sun Times che sarebbe stata stampata il giorno dopo.  Ovviamente Gary, ragazzo un po' sfigato, riusciva spesso a salvare la gente anche passando per stupido o rischiando a sua volta la sua vita. Ma tralasciando i particolari, gli episodi erano girati nella freddissima Chicago. Regno della musica jazz, della metropolitana sopraelevata da ponti di ferro e dall'architettura particolare.

Non potevo essere in America e non visitare Chicago, non credete? 
Abbiamo passato quattro giorni bellissimi (freddissimi!) a Chicago e devo dire che me ne sono proprio innamorata. Ė come un gioiello nascosto dell'America settentrionale che, se non fosse stato per la temperatura gelida ed il vento freddo, ci ha davvero riscaldato. 


La cittá ė molto pulita, "piccola" a confronto delle altre metropoli americane, ma deliziosa, molto accogliente e piena di servizi. Ovunque cammini per strada, ristoranti e alberghi offrono il riscaldamento all'aperto ed i palazzi sono spesso collegati tra di loro per far sí che la gente non esca a congelarsi. pensate che d'inverno, grazie ai forti venti dal nord che arrivano dal Lago Michigan, la cittá raggiunge i -30 gradi centigradi!. certo non proprio un paradiso terrestre! 
Ma la cittá sopravvive! Mi chiedo, in fondo, come facciano gli abitanti di Chicago a sopravvivere, per non parlare dei senza tetto che non mancano agli angoli delle strade.

Il parco giochi del Millennium park é riscaldato! Si, sotto alla gomma con cui é pavimentato c'é il riscaldamento. É molto grande ed accoglie bimbi di ogni etá.

I palazzi sono una macedonia di old and modern architecture. Grattacieli moderni, grattacieli old style, palazzine e villette... tutto insieme. In questi quattro giorni non ci siamo spostati dal centro, tranne una sera che siamo stati ospiti di un collega di E. Per andare a trovarlo abbiam preso il treno. Essendo una milanese, mi ha stupita che i treni andassero a gasolio invece che ad elettricitá e sono molto piú alti dei classici treni europei. 
Siamo saliti all'orario di punta e, come di consueto, era pieno, la gente era rimasta in piedi. Appena mi hanno vista con L in braccio mi hanno fatta sedere! Mi han persino chiesto se invece di tenere la piccola in braccio, se volevo farla sedere al mio fianco! Sono rimasta incredula. Ovvimente me la sono tenuta in braccio.
Usciti dal centro i suburbs sono esattamente uguali a quelli che abbiamo visto nei mesi passati in America. sembra quasi che li facciano tutti con lo stampino! 

Il suo collega é sposato con due figli ed i bambini ci raccontavano quanto si divertivano ad andare in piscina (aperta solo un mese all'anno) e a giocare fuori con gli altri bambini il resto dell'anno (brrrr...!!)

Sembra che la loro vita si svolga normalmente nonostante le temperature polari. Io non so se sopravviverei!

Visitate Chicago, aggiungetela alle vostre mete americane e mi saprete dire! Magari andateci a luglio!

a presto!

giovedì 29 gennaio 2015

Vado o non vado... Questo è il problema!

Se solo penso a 14 mesi fa in cui l'idea di andare in America era fantastica, ma dalle delusioni, la rabbia e la frustrazione al nostro arrivo volevo scappare, ed ora sono qui a chiedermi se voglio tornare in Olanda oppure no!

Ho preso un foglio e ho tirato una riga verticale. A sinistra ho scritto "torno volentieri perchè..." E a destra ho scritto "resto volentieri perchè..."
Stilato le due liste e sembra che ci siano più motivi nella colonna di destra... Eh si!
Ma si sa, non è poi così semplice! Bisogna dare un'importanza, un valore ad ogni motivo scritto in ciascuna colonna, e per logica, ad ognuna ho assegnato un numero da 1 a 10.

Preso la mia bella calcolatrice, perchè al giorno d'oggi non si è più capaci di calcolare a mente (o per meglio giustificarmi: volevo avere la certezza che il risultato fosse esatto...) ed ecco che nella colonna di sinistra, in fondo, appare lo stesso identico numero riportato in fondo alla colonna di destra
Aaaah!
Aiuto!

Un giorno E mi dice "torniamo", l'altro mi dice "restiamo" io non so più cosa pensare e come prepararmi ai prossimi mesi incerti.

Ora sembra che la decisione, finalmente e tristemente, sia presa: Torniamo!

Che farò in Olanda nelle giornate uggiose, dove, in ben 8 anni sono riuscita a fare un numero di amicizie che possono essere contate su una mano e lasciare quelle trovate ad Alpharetta che ad oggi, in un anno e mezzo, si possono contare su mani e piedi?

Ho bisogno di ritrovare l'abitudine di usare l'agenda per uscire con quei quattro amici e dove le temperature e la lingua non siano proprio le mie preferite...

Il posto è bellissimo, lo consiglio a tutti! Stiamo anche cercando di vendere casa per comprarne una più grande... I am becoming crazy! 

Aiutatemi, forse mi sono persa!




mercoledì 24 dicembre 2014

Thanksgiving

Come nei classici film americani, abbiamo vissuto una "classica" giornata americana: Il giorno del ringraziamento.

Come da turista ignorante approdata su terra sconosciuta, mi sono trovata davanti al graditissimo, ma imbarazzante invito a passare Thanksgiving dalla cara amica Sonia e famiglia.
Ero davvero dispiaciuta a dover rifiutare l'invito così le ho detto che non saremmo stati solo noi tre in quanto i suoceri sarebbero stati in visita in quello stesso periodo e che quindi ero spiacente ma....
"Ma certo! Anche loro sono i benvenuti!"

ah!

Imbarazzata e gradevolmente colpita dalla sua esclamazione mi sono sentita subito in debito.

Thank you! That's all what's about! Ma che cos'e' Thanksgiving in realta'?

In Olanda, il 5 Dicembre, si festeggia Sinterklaas (la festa di San Nicola) dove ci si scambiano i regali portati appunto da Sinterklaas e Zwarte Piet (l'aiutante) i regali sono accompagnati una poesia in rima in cui descrive momenti e riferimenti al regalo stesso e ad avvenimenti accaduti durante l'anno passato. Dopo l'apertura dei regali, ci si unisce a cena con una deliziosa zuppa di piselli e carne.

Allora mi sono chiesta se alla festa del ringraziamento ci si scambiano regali prima/dopo cena.
Figuraccia! Certo che no! E' la festa dove ci si abbuffa con tacchino ed altre prelibatezze americane ed ognuno porta un piatto o un contorno da condividere. Prima di abbuffarsi pero' bisogna fare il discorso di ringraziamento a qualcuno o qualcosa di accaduto, ovviamente il tutto ha origine religiosa, ma non e' il nostro caso.


Il giorno del Ringraziamento
Appuntamento alle 15 a casa di Sonia, dove anche una sua amica e marito ci avrebbero fatto compagnia. Abbigliamento casual (anche jeans andava bene!)
Giornata piacevolissima fatta di risate, grandi chiacchierate con le rispettive famiglie ed ovviamente traduzioni nelle due lingue.

Il piatto tipico e' il tacchino cucinato in mille modi, ma deve essere tacchino e tutto cio' che lo circonda e' relativo. Non credo di aver mai assaggiato un tacchino così buono e tenero come quello che si trova qui, un sapore dolce e delicato.
Sonia l'aveva fatto al forno, semplice con del brodo e ripieno di verdure.

Abbiamo passato tutto il pomeriggio e la sera a casa sua. Chiacchierato, giocato a carte e poi, accompagnati i suoceri a casa con la piccola, passata la mezzanotte, io ed E ci siamo tolti lo sfizio di andare a fare shopping per il "Black Friday!" che abbiamo scoperto essere di alcuna convenienza. Gli sconti che offrono sono tranquillamente percepibili in altri periodi dell'anno. Infatti le classiche code notturne alle casse non le abbiamo viste.

Ma al mattino.........! Abbiamo dovuto accontentare i suoceri che naturalmente han voluto far parte della pazzia americana ed andare a fare acquisti.....  e passare la bellezza di un'ora e mezza in coda alla cassa!

Che dire, altra esperienza in questa esperienza americana. Piacevole indubbiamente, ma triste in quanto unico visto che nel 2015 torneremo in Olanda.

Alla prossima!

lunedì 20 ottobre 2014

New York, New York!

Ad agosto abbiamo deciso  di dedicare tre giornate a New York così, noi tre, ci siamo buttati in questa piccola e strabiliante avventura.

Chi non ha mai sentito parlare di New York, la grande Mela, la citta' che non dorme mai ...?
Vivendo quindi in America da ormai 9 mesi, non potevamo dire di non averla mai vista, non credete?

Volo prenotato, hotel prenotato, valige pronte, e un leggero stress pre partenza: ore 4 del mattino, SVEGLIAAAA!!!!!!!

Ecco ecco, per fortuna che le valige sono pronte e la piccola L forse recupera un po' di nanna in macchina o in aereo (magari!!) e... facciamo il check in e...  aspettiamo pazienti l'aereo... e...

Partiti!




Se vai a New York sconsiglio vivamente di affittare l'auto a meno che tu debba stare al di fuori del centro citta' e allora FORSE puo' convenire.
Ovviamente abbiamo preso un taxi. 30 dollari. Non male! Se avessimo preso una macchina, saremmo impazziti nel traffico che mi ricorda molto quello Milanese nelle ore di punta (ed era un momento tranquillo, ci diceva il tassista!).

Albergo da paura! Ma non paura per la bellezza, per l'ebbrezza che abbiamo provato ad entrarci! Piccolissimo, non avevano nemmeno lo spazio per la gente a far colazione e noi, spaventati, abbiamo pensato subito... e noi con L come faremo!!!??

Vaben, lascia le valige e fatti inghiottire dalla citta'!

La prima cosa che mi e' rimasta impressa sono stati gli odori, un po' come ad Amsterdam. Ma in un altro senso: ad Amsterdam giri per le strade e senti odore dell'acqua, quando non c'e' vento e odore di fumo passando in zona coffee shop; a New York sentivo odore di pp di cani e non solo, odore di asfalto cremato, odore di cavalli, vapori delle migliaia di ristoranti che hanno tutti i tipi di cucina esistenti sulla terra, profumi di caffe', di muffa, di carne cotta, di nuovo e di vecchio.

In tre giorni ci siamo dati ben da fare, abbiamo visitato il visitabile, compreso parte del Central Park e  gran parte della zona a sud di esso. Non sto qui ad elencarvi tutto, vi diro' solo le cose che mi hanno incantata:

la Highline in Greenwich Village e' una vecchia strada ferrata che attraversava parte della citta' e che, inusufruita, e' stata trasformata in passeggiata a passerella dove incontri tantissima gente. Sembrava di conoscersi tutti, visi allegri e gente che spensierata chiacchierava tra di loro. Ti senti come parte della gente e delle case perché' questa visione "intima" ti fa sentire a tuo agio. Scorci di palazzi che dalla strada no vedresti, passaggi e ponti che sono talmente stretti che devi trovare le spazio per riuscire a passare. Ci sono aree costruite per riposarsi e guardare le strade attraverso un vetro. Lungo la passeggiate si trovano bancarelle dove acquistare oggetti artigianali od un buon gelato. La zona e' molto piacevole e abbiamo trovato dei buoni ristoranti.



La quantita' di grattacieli nel downtown diminuisce in altre aree che abbiamo visitato e dove, ci siamo sentiti più a nostro agio dandoci un certo senso di speranza e di ispirazione. Abbiam pensato che, se dovessimo mai trasferirci, New York sarebbe la prossima meta!





Il Central Park e' sorprendente, ero a conoscenza del fatto che fosse grande, ma non così grande!
Se avessimo avuto più tempo avremmo affittato delle biciclette e girato in una giornata.

 






Altra zona interessante e' sotto al ponte di Brooklyn al Pier 17, pieno di locali e, grazie alla bella giornata, la gente era a spasso o a bere qualcosa.

Tutte queste sensazioni, palazzi, stili, gente, odori, trasporti, lingue e colori mi hanno fatto pensare alla "multifeeling city" ed ecco un'altro soprannome alla citta' senza confini :)

Ci e' spiaciuto molto non poter uscire la sera, perché L aveva le sue esigenze e, purtroppo, faceva il riposino pomeridiano sul passeggino e tirava le dieci di sera insieme a noi.  A dire il vero quella più' stanca non era lei.....


Ah, non vi ho raccontato della colazione! ....Non ve lo racconto! ;)






martedì 8 luglio 2014

Charleston

(Atlanta 28 giugno 2014) 
Io "Amore, il 4 luglio è festa, potremmo andare da qualche parte...!"
E "certo! Andiamo a New York almeno abbiamo qualche gg per girare la città"
Io "ma... Hai visto i prezzi dei voli?" 
E "beh dai 1200 $ il volo e altrettanti l'hotel"
Io " certo! I miei amici prenotano dall'Italia a 600€ Il volo e poi non so l'hotel..."
E "e allora dove vuoi andare?"
Io "boh. L'America è grande, con poco tempo per pensare forse è meglio se andiamo in un'altro periodo a NYC e questo weekend andiamo o al mare o in montagna, in auto...! Ma sicuramente gli hotel costeranno un botto, vista la festività" 
E "eh si..."
Io "andiamo a Savannah che ne parlano così bene..!"
E "andiamo a Charleston, stessa distanza che andare a Savannah, stesso oceano, ma altro stato! 


Ahahaha!
Ecco come decidiamo le vacanze!

(4 luglio 2014)
Siamo a Charleston e devo dire che sono rimasta positivamente colpita da questa cittadina. Graziosa, ma dove girano un sacco di fighetti. A parte questo piccolo particolare, c'è il College che è rinomato e quindi la città "ringiovanisce"

La gente per strada ha una media dei 40 anni ed il peso corporeo medio è di 80 kg... Cosa strana se pensate ad uno dei miei primi post dove raccontavo quanto fosse obesa la gente.



Abbiamo girato per lo più in centro, dov'è rimasto più autentico e con molte case ancora in mattone. 




Il resto della città era stato bruciato durante la guerra civile nella seconda parte del XIX secolo. 



Le case sono in stile coloniale. Ma ritroviamo anche stili europei (francese, inglese etc) Insomma ogni angolo ti da una sensazione diversa. 



L'unica pecca: la temperatura! Al nostro arrivo, il termometro dell'auto segnava 108 F che sono 42 gradi centigradi!

Infatti nelle ore pomeridiane sembra di essere in una città semi deserta, con qualche giovincello che va in giro in bicicletta ed una coppia di europei che, con il passeggino, girano la città entrando nei negozi per rinfrescarsi.





La piccola L si è divertita un sacco al museo dei bambini e al mare dove abbiamo passato l'ultima mattinata.


Alla prossima!!!!





lunedì 23 giugno 2014

Bureaucracy on costs of kids

Mia figlia L ha quasi 19 mesi, e' nata in Olanda, dove dal secondo mese di vita, come tutti i bimbi nati nei paesi sviluppati, ha dovuto affrontare i primi vaccini.

In Olanda i vaccini vengono effettuati al 2o 3o 4o 11o e 14o mese poi ai 4 anni.
In America gli stessi vaccini vengono effettuati al 2o 4o 6o 12o 15o mese e poi ai 2 anni.

E qui uno può dire, "quindi?"

Quindi e' un bel casino!
Visto che in Olanda sono più precoci nel vaccinare i bambini, le date non possono essere registrate nel sistema medico governativo americano e per questo stupidissimo piccolissimo futile particolare L deve fare un vaccino in più. Non e' una vergogna?

Ditemi voi che senso ha dover vaccinare una bimba di 19 mesi solo perché le date non rispecchiano i canoni americani. Mia figlia non era in america in quel periodo! Eppure ha avuto lo stesso numero di vaccinazioni come tutti gli americani.

Ma se il problema fosse solo questo uno direbbe, vabeh non la vaccino!
E invece no! Se non la vaccino non può andare all'asilo perché e' a rischio.  A rischio da cosa? Che il computer della Fulton County dice che non ha fatto i vaccini nei tempi prestabiliti?

Sono davvero imbestialita.
Il tutto e' venuto fuori, ovviamente, a mezzogiorno di oggi quando l'asilo mi ha chiamata dicendomi che mia figlia non era in regola e che quindi dovevo andare a prenderla e tornare con il documento aggiornato.
Il documento a cui si riferiscono e' il documento emesso dal famoso super computer.

Cerco di capire quale sia il motivo per il quale, nel pieno del mio orario lavorativo, sia così' urgente andare a prendere mia figlia visto che sta bene.
"Il rischio e' che la bimba può essere affetta da malattie a cui non e' stata vaccinata!"

Chiamo la pediatra e lei mi assicura che Lisa e' in regola con i vaccini e mi spiega che e' un problema nel sistema e che per questo motivo deve subire lo stesso vaccino una volta in più' del normale.

E poi ci lamentiamo in Italia.....!

Tutto il mondo e' paese! Ve lo garantisco!

domenica 15 giugno 2014

We are all Italian!

Stasera non me la sentivo di cucinare così abbiamo deciso di andare a mangiarci una pizza. Non conoscendo il posto personalmente, abbiamo telefonato per prenotare. Non accettano prenotazioni se non per gruppi di almeno 6 persone.  Siamo quindi saliti in macchina e ci siamo recati di persona sperando ci fosse un tavolo per noi tre. 
Ed il tavolo, c'era! 

Io ho ordinato la pizza "the italian" E ha preso gli "spaghetti alle scaloppine" (ed io mi son chiesta subito cosa fossero!) e per la piccola L abbiamo odinato dei ravioli.

La pizza non era per niente male! Non la solita americanata tutta olio, no, era proprio buona e delicata, forse solo l'impasto era un pò alto. Gli spaghetti erano davvero spaghetti con la carne e i funghi tutto nello stesso piatto... Direi che era più stile olandese che italiano. I ravioli erano 3 ravioloni di formaggio in salsa di pomodoro, che peró L non ha mangiato in quanto si è innamorata del panfocaccia e non c'è stato verso di darle altro. 

Arrivati al dessert, abbiamo chiesto il classico tiramisù che però non avevano più, così abbiamo puntato alla bizzarra altermativa della "cheese cake italian style" ( ed anche qui ci siam chiesti cosa intendessero: la cheese cake è americana!)
Davvero buona! Una cheesecacke di ricotta e limone. Anche L ha apprezzato!

Arrivati al conto ho chiesto al cameriere se, per curiosità, c'era qualcuno italiano nello staff del ristorante e lui, in inglese mi ha risposto "we are all italian here!" Come fosse scontata la cosa. Allora io gli ho risposto in italiano "molto bene! Almeno possiamo farci una chiacchierata!", il cameriere, cambiando colore in viso: "but I don't speak italian, my brother can figure out something and maybe the owner does a little but we do not practice!" 

Ahaha! We do not practice... Va bene! E che italiani siete se non sapete parlare italiano?

Alla prossima!!!

sabato 26 aprile 2014

Tornata in Olanda qualche giorno e....

Che strana la sensazione al ritorno per qualche giorno in Olanda.


Mentre ero in America non vedevo l'ora di tornare in Olanda ed ora che son qui mi accorgo di alcune, sconfortanti  differenze.

La gente è meno solidale: ad Atlanta se la gente ti incontra per strada e ti saluta senza conoscerti, qui ti ignora. Stavo passando col passeggino su un marciapiedi dove due ragazzine stavano giocando con una corda, mi hanno vista arrivare e mica si sono spostate.... No! Hanno pure riso quando sono scesa e risalita dal marciapiedi. Le avrei prese per i capelli!

Al supermercato non esiste la chiacchiera con la cassiera: anzi non ti guarda nemmeno in faccia. E non sa neanche se la roba è la tua o del cliente precedente/successivo.

Ci sono molti meno prodotti: a parte le dimensioni dei supermercati americani, che come anticipato in un post precedente, sono più grandi di un ipermercato medio in italia; la scelta dei prodotti, in Olanda, è più concentrata sui prodotti col marchio del supermercato stesso. Quindi la scelta è limitata, quasi obbligata.
Ma facendo la spesa e comprando la stessa quantità di prodotti e della stessa qualità, in Olanda spendi molto meno!

Il giardino all'asilo: Passavo davanti ad un asilo e mi son resa conto di quanto piccolo fosse il giardinetto dove far giocare i bimbi. Certo, c'è anche da dire che ad Atlanta la % di giorni di sole e temperature tra i 20 e i 26 gradi in un anno è più alta che in Olanda e quindi c'è più possibilità di far giocare i bimbi all'esterno. Per non parlare poi dello spazio a disposizione.

Mi mancano i districts americani! Strano ma vero... Camminando per Aalsmeer, dove abitano i miei suoceri -che è bene o male una cittadina dormitorio con un bel centro- ho avuto la sensazione di essermi "persa", che mi mancasse qualcosa  e che tutto fosse così disordinato. Ma se ci penso bene non so nemmeno che cosa mi manchi di preciso..!

Che case piccole e quanti mobili: certo non posso lamentarmi della dimensione della casa che abbiamo affittato in America, ma qui le case sono davvero piccole e per la gran parte piene di oggetti. È vero che la cultura italiana è conservativa, la cultura olandese è basata sul riciclo e la cultura americana è il copiare più in grande, ma grazie allo spazio, le case vengono costruite di modo che la gente non abbia bisogno di acquistare troppi armadi o mobili perchè sono già incorporati!

I parcheggi gratuiti sono davvero pochi e non si trova posto: ad Atlanta ovunque vai trovi parcheggio e se proprio scegli una domenica pomeriggio per andare in un centro commerciale, il posto anche camminando lo trovi e non paghi. In Olanda, e sono certa che in Italia non sia cambiato molto, non ci sono speranze se non a pagamento anche perchè sono gli unici posti disponibili. Certo, in centro ad Atlanta si paga una media di 2$ all'ora, ma siamo quindi in città! In centro ad Amsterdam si paga ben 5€ all'ora!
Parlando dei parcheggi a pagamento ogni parcheggio ha la sua macchinetta dove metter soldi e posteggiare per un paio d'ore. In Olanda c'è un parcometro in ogni via dove paghi e poi devi esibire il biglietto mettendolo sul cruscotto... In italia o trovi il tizio che ti da i gratta e sosta o cammini 3 km per trovare un tabaccaio aperto che li venda di domenica (magari torni alla macchina e hai già la multa!)

Al ristorante non c'è la chiacchiera col cameriere: ma non c'è nemmeno la pretesa della mancia.

Sport: ad Atlanta ci sono fitness centers in ogni angolo e la gente è obesa, in Olanda ci sono meno fitness centers, ma la gente va a correre volentieri e li vedi nei parchi anche la mattina presto. O in giro in bicicletta. Ad Atlanta le persone che vanno a correre sono meno e se lo fanno, non ho ancora capito dove vadano.



Sarà che ormai è il secondo grande trasloco della mia vita dove ormai né in Olanda né in Italia ho più la cosiddetta sensazione di "casa". Ma ora anche l'Olanda mi sta "stretta"...
Aiuto!





martedì 1 aprile 2014

Nashville

Musica musica musia... Nashville è la città regina della musica Country, dove la gran parte degli artisti hanno fatto carriera, dove peró la gente ora sembra o povera e senza tetto... O super ricca con case da urlo. Ma l'America è
 questo.


Siamo stati 3 giorni in questa città Country che ci ha aperto gli occhi e le orecchie su quant'è bello ascoltare musica dal vivo.

Già Amsterdam, a confronto con Milano, offre un'ampia scelta di bar e pub con musica dal vivo, ma quello che abbiamo visto a Nashville è molto meglio! In tutti i bar, ristoranti etc suonavano dal vivo a tutte le ore! Si! Troppo coinvolgente! Ed ogni locale era quasi pieno di gente anche di venerdi a mezzogiorno e nel pomeriggio. Persino la piccola L, che ama la musica, si godeva lo spettacolo ballando a ritmo di musica. 
Per non parlare del museo di Johnny Cash... dove ha insistito che il nonno le desse le cuffie per ascoltarsi la musica 

A proposito di musei non aspettatevi delle collezioni immense ma ci si può divertire guardando dei cortometraggi degli anni 50 dove anche i cowboys suonavano e facevano spettacolo col lazo.

Musica musica musica... E pareti piene di dischi, vetrine con abiti di cantanti famosi che a guardarli uno penserebbe, "ma come facevano a metter su quella roba tutta ricamata?". 
È decisamente interessante rivivere ciò che i film mostrano del passato nel presente dietro ad una storia raccontata su un muro o dietro ad una vetrina.


Che differenza col giorno d'oggi dove gli artisti vendono canzoni su internet, digitalmente registrate e modificate per renderle più interessati o che comunque cambino persino la voce. A quei tempi c'erano musicisti unici che passavano giorni negli studi di registrazione e che facevano carriera localmete o internazionalmete ed è capitato piú volte, putroppo, che alcuni andassero alla deriva o perdessero la vita in un incidente aereo. 
Gli artisti di un tempo rimangono comunque scolpiti e scritti su quei muri o nelle memorie della gente. I loro "samples" vengono utilizzati per nuove canzoni, remixate alla grande ed i govani d'oggi pensano che le nuove canzoni siano pezzi autentici...
Chi di voi non conosce Jerry Lee Luis o Elvis Prisley o Johnny Cash?



Avremmo voluto visitare gli studi della RCA ma ovviamente non siamo stati fortunati perchè fanno solo visite combinate con il museo Hall of Fame dove peró non ci dissero nulla all'acquisto dei biglietti ghrrr!!!!



Vaben siamo andati a vedere la copia del Parthenon greco (sti americani son bravi a copiare!)







sabato 15 marzo 2014

Rendiamoci conto (1)



Continuo a voler postare un paio di foto che rappresentano alcune stranezze degli americani.

A voi i commenti.
Foto (1)
(Tra il tombino e la base ci sono almeno 40 cm)

Foto (2)
Una coca piccola


Foto (3) 
Un frigorifero

Foto (4)
Tunnel anti tornado sotto la città di Bartlesville


Foto (5)
Mah.. Se lo dice lui!


Foto (6)
Si nuota leggeri..

Foto (7)
O si nuota leggendo

Foto (8)
Cupcakes senza coloranti (...?...)

Foto (9)
Pick up lane anche all'asilo


Foto (10)
Ristorante italiano.. Figo Pasta

Ahahaha!
Alla prossima!!